714 130. Mentre teneva in grande pregio la gioia
spirituale, evitava con cura quella vana, convinto che si
deve amare diligentemente ciò che aiuta a progredire,
e allo stesso modo si deve evitare ciò che è
dannoso. La vanagloria, la stroncava ancora in germe, non
permettendo che rimanesse neppure un istante ciò che
potesse offendere gli occhi del suo Signore. Spesso infatti
quando si sentiva molto elogiare, se ne addolorava e gemeva
assumendo subito un aspetto triste.
Un inverno, il Santo aveva il povero corpo coperto di una
sola tonaca, rafforzata con pezze molto grossolane. Il guardiano,
che era anche suo compagno, comprò. una pelle di volpe
e gliela portò dicendo: «Padre, tu soffri di
milza e di stomaco: prego la tua carità nel Signore
di permettere di cucire all'interno della tonaca questa pelle.
Se non la vuoi tutta, almeno accettane una parte in corrispondenza
dello stomaco». Francesco rispose: «Se vuoi che
porti sotto la tonaca questa pelliccia, fammene porre un'altra
della stessa misura all'esterno. Cucita al di fuori sarà
indizio della pelle nascosta sotto».
Il frate ascoltò, ma non era del parere, insistette,
ma non ottenne di più. Alla fine il guardiano si arrese,
e fece cucire una pelliccia sull'altra, perché Francesco
non apparisse di fuori diverso da quello che era dentro.
O esempio di coerenza, identico nella vita e nelle parole!
Lo stesso dentro e fuori, da suddito e da superiore! Tu non
desideravi alcuna gloria né esterna né privata,
perché ti gloriavi solamente del Signore. Ma, per carità,
non vorrei offendere chi usa pellicce, se oso dire che una
pelle prende il posto dell'altra. Sappiamo infatti che sentirono
bisogno di tuniche di pelle, perché si trovarono spogli
dell'innocenza.